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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Mercati in attesa del dato NFP

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Occhi puntati sul dato NFP negli USA dopo i dati drammatici sulla disoccupazione. Possibile revisione al ribasso del PMI servizi nel Regno Unito.

By Ipek Ozkardeskaya

Occhi puntati sul dato NFP negli USA dopo i dati drammatici sulla disoccupazione. Possibile revisione al ribasso del PMI servizi nel Regno Unito.

La scorsa settimana, 6,6 milioni di persone hanno presentato una richiesta di sussidi di disoccupazione negli USA; la chiusura delle attività provocata dal coronavirus ha infatti costretto milioni di americani a richiedere i sussidi. La cifra è doppia rispetto alle richieste della settimana precedente e alle previsioni per questa settimana.

Come previsto, il dollaro USA ha guadagnato dopo il balzo più marcato e senza precedenti delle richieste di disoccupazione USA; Dow e S&P500 hanno chiuso una seduta volatile in rialzo del 2%. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,72%.

A New York i titoli energetici (+9%) hanno trainato i rialzi, mentre il petrolio si è impennato del 35% dopo il tweet di Donald Trump, che ha detto di aspettarsi un taglio della produzione russa e saudita, che potrebbe arrivare a 15 milioni di barili, per frenare il tracollo del petrolio. Nel tweet non specifica se si tratta di una riduzione giornaliera o spalmata nel tempo. Vista la cifra notevole, non ci sorprenderebbe vedere investitori delusi in caso di un intervento più circoscritto, se davvero dovesse essercene uno in programma.

La notizia positiva è che l’Arabia Saudita ha programmato una riunione di emergenza del gruppo OPEC+ con la Russia. Anche se la quota di mercato saudita sta crescendo, la riduzione del mercato complessivo incoraggerà sicuramente il produttore mondiale più economico a concludere un accordo per un taglio della produzione, in modo da far salire i prezzi globali del petrolio, e quindi anche i ricavi. Dopo aver visto le conseguenze drammatiche del veto del mese scorso, anche la Russia è interessata a raggiungere un accordo su un taglio. L’intervento dovrebbe ammontare almeno a 5 milioni di barili al giorno per compensare il crollo della domanda dovuto al blocco dei trasporti e agli aerei rimasti a terra in tutto il mondo.

Dal punto di vista dei mercati, il greggio WTI si è imbattuto in solide offerte a $28 al barile, stabilizzandosi intorno ai $25 dopo la chiusura di scoperti di ieri. L’atteso accordo del gruppo OPEC+ potrebbe fornire un supporto vicino a quota $22. Gli investitori sono in agguato per cavalcare la prossima onda rialzista. Pertanto basteranno eventuali notizie positive o speculazioni per innescare un altro movimento al rialzo, anche se sarà difficile superare le offerte in area $28/30, per lo meno finché nel mondo imperverseranno le notizie sul coronavirus e le chiusure che ne derivano.

Le borse asiatiche non hanno prestato attenzione al tweet di Trump. A Tokyo, Shanghai, Hong Kong e Sydney le azioni hanno scambiato in territorio negativo, con i tre maggiori listini USA in calo. Il PMI servizi di Caixin ha confermato un rallentamento della contrazione delle attività cinesi, ma la cifra ha anche rivelato che in Cina la vita non è ancora tornata alla normalità, fatta eccezione per il manifatturiero.

Gli scambi sui future del FTSE (-0,67%) suggeriscono un avvio debole per la seduta di venerdì. I titoli energetici storneranno probabilmente parte dei rialzi di giovedì sulla scia del ritracciamento, pari al 5%, dei prezzi del petrolio.

Nel frattempo l’oro si muove per conto suo. Piuttosto distaccato da ciò che sta succedendo in altre classi di asset, il metallo prezioso oscilla su e giù. La debolezza dei dati economici potrebbe spiegare il rialzo di ieri, a $1610, ma l’impennata degli asset rischiosi dimostra ancora una volta che il mercato dell’oro si sta muovendo con dinamiche completamente diverse.

Sui mercati valutari, il dollaro USA definisce la direzione generale per tutti. Il biglietto verde rimane forte perché impera l’avversione al rischio.

Il dato sulle buste non agricole (NFP) USA, che sarà diffuso oggi, dovrebbe registrare la perdita di 100.000 posti di lavoro a marzo. Tuttavia, osservando le cifre devastanti sulle richieste di disoccupazione, sono possibili cifre molto peggiori. Come abbiamo detto nei nostri rapporti precedenti, anche in caso di dati negativi, il dollaro USA dovrebbe rimanere nelle grazie degli investitori, che non hanno altri rifugi in cui trovare riparo. Potremmo dunque assistere a un’inversione della relazione fra dati e propensione per il dollaro. Dati migliori sarebbero più efficaci nel far indebolire l’USD prima della chiusura dei mercati settimanale.

L’EUR/USD si dirige verso quota 1,08 sulla scia del rafforzamento dell’USD. Le cifre definitive sui PMI di stamattina non dovrebbero riservare sorprese per l’euro, e confermare la flessione più brusca mai registrata prima. Più tardi, però, il dato NFP potrebbe scuotere l’EUR/USD. Una delusione potrebbe accrescere i flussi verso il bene rifugio USD e far scendere la coppia sotto il livello a 1,08. Dati superiori alle attese, invece, potrebbero incentivare una ripresa verso la resistenza a 1,10.

Oltremanica, il cable annaspa appena sotto il livello a 1,24. Nel Regno Unito, la cifra sui PMI servizi potrebbe essere rivista al ribasso, a 34,7 punti rispetto ai 35,7 del rilevamento precedente, considerando che l’annuncio sul lockdown britannico è arrivato subito dopo la pubblicazione delle ultime cifre sui PMI. Poiché i servizi costituiscono fino all’80% dell’economia britannica, l’inevitabile debolezza dei dati riferiti a questo settore potrebbe pesare sulla sterlina.

 
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