I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 79% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.

DISCLAIMER

Our systems have detected that you are using a computer with an IP address located in the USA. If you are currently not located in the USA, please click “Continue” in order to access our Website.

Local restrictions - provision of cross-border services

Swissquote Ltd is authorised and regulated in the UK by the Financial Conduct Authority (FCA). Swissquote Ltd is not authorised by any US authority (such as the CFTC or SEC) neither is it authorised to disseminate offering and solicitation materials for offshore sales of securities and investment services, to make financial promotion or conduct investment or banking activity in the USA whatsoever.

This website may however contain information about services and products that may be considered by US authorities as an invitation or inducement to engage in investment activity having an effect in the USA.

By clicking “Continue”, you confirm that you have read and understood this legal information and that you access the website on your own initiative and without any solicitation from Swissquote Ltd.

If cookies are currently disabled on your computer, you will be required to continue accepting this legal information for every new page visited on this website. In order to avoid this, please enable cookies on your computer.

Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Siglata la fase uno. Progresso dell’azionario. La Turchia taglierà

1

Siglata la fase uno. Progresso dell’azionario. La Turchia taglierà

By Ipek Ozkardeskaya

La firma dell’accordo di fase uno fra gli USA e la Cina ha spinto l’S&P 500 e il Dow a nuovi massimi storici infragiornalieri, anche se l’annuncio dell’ultimo minuto, secondo cui i tagli dei dazi sulle esportazioni cinesi non entreranno in vigore prima delle elezioni presidenziali USA, ha portato gli investitori a chiedersi se la Cina potrà mai fare abbastanza per compiacere l’amministrazione Trump.

I future sull’azionario USA hanno ampliato i guadagni in Asia, nonostante il quadro contrastato offerto dagli indizi azionari asiatici. Il Nikkei è rimasto piatto, il Composite di Shanghai è sceso (-0,26%), mentre l’ASX 200 ha guadagnato (+0,67%) grazie ai titoli tecnologici.

Oro appena sopra la soglia a $1550, mentre il WTI si è consolidato intorno ai $58 al barile

I future su FTSE e DAX puntano a un avvio piatto in Europa. Il miglioramento del sentiment globale non danneggerà certo le borse europee, ma in questa regione del mondo gli investitori hanno mostrato molto meno entusiasmo in vista dell’accordo di fase uno, per cui l’intesa sino-americana non provocherà di per sé acquisti significativi.

L’odierno calendario economico, scarno di appuntamenti in Europa e negli USA, darà agli investitori il tempo per digerire l’accordo di fase uno, tenendo anche un occhio sulle vendite al dettaglio di dicembre negli USA, che dovrebbero mostrare un incremento dello 0,3% su base mensile, a fronte dello 0,2% registrato il mese precedente.

In Turchia, all’odierna riunione di politica monetaria, la banca centrale (CBRT) dovrebbe abbassare i tassi di altri 50 punti base. La CBRT ha già dimezzato, a partire da luglio, il tasso sui pronti a una settimana, un intervento che nel complesso ha portato a una sforbiciata consistente, pari a 1200 punti base, in soli cinque mesi. La lira ha mostrato una resilienza sorprendente ai tagli dei tassi sistematicamente più marcati del previsto decisi nelle ultime quattro riunioni, ma una quinta sorpresa accomodante potrebbe innescare una reazione sfavorevole, considerando che ora i tassi d’interesse si stanno pericolosamente avvicinando ai livelli d’inflazione; cresce dunque il rischio che un eventuale movimento positivo dei prezzi al consumo possa spingere facilmente gli investitori in lira verso l’indesiderato territorio dei tassi d’interesse reali negativi. L’USD/TRY scambia appena sotto la soglia a 5,90. Una mossa sbagliata potrebbe innescare un rally del dollaro USA contro la lira.

Infine, la giornata di ieri ha segnato in Svizzera il quinto anniversario della rimozione della soglia minima a 1,20 per l’EUR/CHF. Tuttavia, anche a cinque anni dalla rimozione, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) figura nella lista USA dei paesi manipolatori di valuta, da cui la Cina è stata depennata all’inizio di questa settimana. L’intervento attivo della BNS, volto a evitare che il franco si apprezzi troppo, oltre al surplus commerciale, pari a $20 miliardi, con gli USA nel 2018, ha contrariato i policy maker sull’altra sponda dell’Atlantico. Gli americani vogliono che la BNS tenga giù le mani dal mercato, ma, in verità, senza interventi, lo status di bene rifugio del franco danneggerebbe la Svizzera, con prezzi molto elevati in vari settori, dalle esportazioni al turismo. Messa all’angolo dal tasso di riferimento al -0,75% e da una chiara impostazione accomodante della Banca Centrale Europea, la BNS probabilmente continuerà questo gioco sottile, mantenendo gli interventi a un livello ragionevole, consapevole che livelli troppo elevati attirerebbero attenzioni negative. Detto questo, considerando la domanda accumulata del bene rifugio franco nel medio-lungo termine e lo scrutinio degli USA, manteniamo un giudizio da neutrale a positivo per il franco e prevediamo che l’apprezzamento contro il biglietto verde si estenda verso quota 0,95.

 
Live chat