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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

EUR incerto, verbali della RBA

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EUR incerto in vista della votazione finale per Commissione Europea

By Vincent Mivelaz

Per i candidati alle posizioni apicali dell’UE è arrivato il momento topico. Dopo un mese di negoziati intensi, i leader dei 28 membri dell’UE hanno stilato una lista definitiva, che vede Charles Michel alla guida del Consiglio Europeo (eletto ufficialmente), Josep Borrell Alto rappresentante per gli affari esteri, Christine Lagarde presidente della BCE e, per finire, Ursula von der Leyen presidente della Commissione Europea. La decisione finale spetta, però, ai membri del Parlamento Europeo; si prevede un voto di misura, che sta facendo soffrire la moneta unica. La mancata conferma dei leader non sarebbe solo un duro colpo per l’Unione, ma anche per la BCE, in vista della riunione di politica monetaria di giovedì prossimo.

Le promesse dell’ultimo minuto della candidata di compromesso Ursula von der Leyen per ottenere la nomina al vertice dell’UE saranno decisive in vista dell’assemblea per la votazione finale, che inizierà alle 18, e per cui è richiesto un minimo di 374 voti su 747, anche se per far approvare le leggi alla maggioranza servirebbero 400 voti. Se i membri del parlamento europeo bocciassero la candidatura e, in generale, la nuova leadership, la prossima settimana dovrebbe tenersi un vertice d’emergenza, che potrebbe potenzialmente provocare un rally dell’EUR, nel caso in cui Jens Weidmann emergesse come candidato al timone di una BCE meno accomodante. Si tratterebbe, però, di uno sviluppo passeggero, poiché il consiglio colomba avrebbe comunque l’ultima parola. Il compito per la candidata esterna Ursula von der Leyen sta diventando pertanto difficile; le sue promesse, infatti, devono convincere i partiti euroscettici di estrema destra e di sinistra, oltre a socialisti e liberali, giacché non potrà contare sui Verdi (ca. 10% dei seggi totali), che hanno escluso un sostegno alla sua candidatura.

Nel breve termine l’EUR/USD rimarrà quindi sotto pressione, dirigendosi verso 1,1230.

I verbali della RBA consolidano l’impostazione da colomba

By Arnaud Masset

Sebbene la RBA abbia tagliato il tasso all’inizio di luglio, il momentum del dollaro australiano ha invertito la marcia dopo l’audizione di Jerome Powell al Congresso. Da quel momento, infatti, le valute G10 legate alle materie prime sono state più performanti; kiwi, aussie e NOK hanno guadagnato rispettivamente l’1,83%, l’1,46% e l’1,21%. Anche le monete considerate beni rifugio hanno trovato più richieste, franco svizzero e yen si sono apprezzati rispettivamente dello 0,94% e dello 0,71%.

Come accennato sopra, il 2 luglio, la banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA) ha abbassato di 25 punti base il tasso OCR, sceso al minimo storico dell’1%, sulla scia delle preoccupazioni per la debolezza del mercato occupazionale e, in particolare, il livello di sottooccupazione. In effetti, proprio come il suo omologo americano, il governatore Lowe è determinato a non usare gli strumenti monetari solamente per aumentare le pressioni sui prezzi, ma anche per raggiungere la piena occupazione.

I verbali sono risultati pressoché in linea con il comunicato di luglio. Scendendo nei dettagli, i verbali hanno evidenziato l’impegno della RBA a ridurre ulteriormente il livello dei tassi d’interesse per sostenere la crescita dell’occupazione e dei salari, e le condizioni economiche complessive, con il fine ultimo di far salire di nuovo l’inflazione verso la fascia obiettivo del 2-3%. Nel complesso, i verbali hanno confermato la netta impostazione da colomba della RBA, che non esiterebbe a premere il grilletto qualora le condizioni lo richiedessero. Il rallentamento dell’economia cinese, sommato alla maggiore incertezza provocata dalle tensioni commerciali a livello globale, fanno aumentare la probabilità di un ulteriore taglio prima della fina dell’anno. Oltretutto, Fed e BCE hanno già segnalato che imboccheranno questa strada; è indubbio che la RBA le imiterà. Martedì mattina l’AUD/USD è in calo dello 0,10% e scambia intorno a $0,7033. Stamattina presto, la coppia ha testato, senza successo, la resistenza che giace a 0,7048 (massimo del 4 luglio). Crediamo che il rallentamento dell’economia cinese, oltre al fatto che la RBA ha molto più margine di manovra in termini monetari rispetto alla maggior parte delle altre banche centrali, impediranno all’aussie di ampliare considerevolmente i guadagni.

 
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