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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

L’economia svizzera ha raggiunto il picco?

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L’economia svizzera ha raggiunto il picco?

By Arnaud Masset

Il Segretariato di Stato dell’Economia (SECO) ha rivisto al ribasso le previsioni economiche della Svizzera: la crescita del PIL è scesa al 2,6% nel 2018 (stimata al 2,9% a settembre), invece nel 2019 l’economia dovrebbe espandersi dell’1,5% (2% stimato a settembre). Anche se l’economia è solida sulla scia della crescita globale, negli ultimi mesi si sono addensate le nubi: la guerra commerciale fra gli USA e la Cina e la persistente incertezza politica nell’Eurozona (Brexit, disputa sul bilancio italiano con l’UE, proteste in Francia). Inoltre, il QT (restringimento quantitativo) negli USA – la Fed sta ritirando ogni mese $50 miliardi di liquidità – e la fine, nel dicembre 2018, dell’allentamento quantitativo delle Banca Centrale Europea, costringeranno l’economia a tagliare i debiti e a liberarsi di attività non redditizie.

Nel frattempo, il tasso di disoccupazione svizzero è sceso al 2,6% (media annua) nel 2018, rispetto al 3,2% nell’anno precedente, livello più basso degli ultimi dieci anni. A dicembre il tasso è sceso al 2,4% (dato destagionalizzato), rispettando le previsioni e rimanendo invariato rispetto al mese precedente. La forte accelerazione dell’economia nella prima metà del 2018 ha fatto scendere le richieste di disoccupazione a 118.000 unità, un calo del 17,5% rispetto al 2017.

Riparte l’ottovolante della sterlina

By Vincent Mivelaz

Il parlamento britannico è rientrato dalle vacanze e la prossima settimana alla Camera dei Comuni si terranno il dibattito e il voto sull’Accordo per il Recesso dall’Unione Europea. Sembra evidente che l’accordo sarà bocciato, nonostante gli sforzi della premier Theresa May per ottenere concessioni da Bruxelles e i suoi colloqui con il presidente del Consiglio dell’UE Donald Tusk e della Commissione UE Jean-Claude Juncker. E dove andrà la sterlina? Probabilmente ci sarà un brusco calo dopo il voto; il passo successivo dipenderà da un’eventuale soluzione costruttiva da parte dell’UE o del Regno Unito. Per il breve termine prevediamo una flessione della coppia GBP/USD a 1,2745.

Finora non sono emerse alternative all’accordo proposto dalla premier May. Una Brexit disordinata (cioè una “hard Brexit”) non sarebbe nell’interesse del Regno Unito, né dell’UE, quindi una soluzione ottimale potrebbe essere un rinvio della scadenza del 29 marzo per la Brexit. Ciò permetterebbe sia all’UE sia al Regno Unito di trovare una soluzione sostenibile.