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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Oggi la CDU, partito della cancelliera Merkel, eleggerà nuovo leader

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Oggi la CDU, partito della cancelliera Merkel, eleggerà nuovo leader

By Vincent Mivelaz

La politica tedesca sta cambiando. La Grande Coalizione, formata dai partiti CDU, CSU e SPD, si è indebolita dopo le elezioni regionali di ottobre che hanno costretto il leader della CSU Horst Seehofer ad annunciare le sue dimissioni. Ora la CDU, il partito della cancelliera Angela Merkel, si prepara a voltare pagina. Tre candidati sono in lizza per guidare il partito sulla scia delle tensioni nel paese e il risveglio dei partiti nazionalisti. Il blocco di centro-destra può contare su un supporto inferiore al 30% nell’elettorato, rispetto al 41,50% ottenuto alle elezioni politiche del 2013, perché sia i Verdi che il partito di estrema destra Alternativa per la Germania hanno guadagnato maggiori consensi.

Dopo più di tre decenni al servizio del suo partito, a ottobre Angela Merkel aveva confermato che non si sarebbe più candidata alla guida del partito e che il suo mandato di cancelliera finirà nel 2021. Ecco il motivo dell’odierno congresso della CDU, in programma alle 15 ad Amburgo, ove 1.001 delegati sceglieranno il suo o la sua sostituta. Ci sono tre candidati; la concorrente preferita da Merkel, il segretario generale della CDU Annegret Kramp-Karrenbauer, è in testa ai sondaggi popolari; al secondo posto c’è l’uomo d’affari Friedrich Merz. Molti delegati sono ancora indecisi e la presentazione dei candidati all’assemblea di oggi sarà cruciale.

Non ci aspettiamo, però, che l’esito giochi un ruolo importante nella direzione futura del partito in generale. Di conseguenza, poiché l’attenzione dei partecipanti al mercato rimane puntata soprattutto sulla riunione dell’OPEC e sul dibattito sulla Brexit nel Regno Unito, il voto non sarà decisivo per l’andamento della moneta unica. Attualmente a 1,1369, nel breve termine l’EUR/USD si dirigerà verso 1,1360.

Disfatta commerciale di Trump

By Peter Rosenstreich

Proprio mentre si poteva pensare che il presidente USA Donald Trump non potesse gestire la politica commerciale o la sua amministrazione in modo ancora peggiore, ecco che la direttrice finanziaria di Huawei è stata fermata a un aeroporto canadese su una richiesta di estradizione degli USA. Tutto questo sulla scia di relazioni particolarmente sensibili fra gli USA e la Cina e di una tregua temporanea nella cosiddetta guerra commerciale, dopo le discussioni a una cena tenutasi durante il vertice G20 in Argentina.

Come da attese, Pechino è furiosa, ha chiesto il rilascio di Meng Wanzhou e ha definito l’arresto una violazione dei diritti umani. Mentre Trump sostiene che quando ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping non sapeva dell’arresto imminente, sono trapelate notizie secondo cui John Bolton, il suo Consulente per la Sicurezza Nazionale, ne era al corrente. Secondo Reuters, l’arresto è legato a un presunto piano per evadere le sanzioni USA contro l’Iran, ricorrendo al sistema bancario internazionale, che, secondo alcuni, è controllato dagli USA.

La reazione del mercato è stata inevitabilmente molto negativa (l’S&P 500 ha registrato una delle flessioni giornaliere più marcate dell’anno), solo leggermente alleviata dalle voci secondo cui la Fed starebbe valutando di rallentare il ritmo dei rialzi del tasso. Le speranze di un pieno accordo entro 90 giorni ora sembrano un sogno impossibile. È improbabile che l’ostentata irriverenza mostrata dagli USA venga dimenticata velocemente. In aggiunta, mescolare gli affari alla politica è pericoloso, ma la Cina su questo è esperta. Viste le prospettive di crescita globali già deboli, le attese di una guerra commerciale conclamata fra gli USA e la Cina non faranno che peggiorare la situazione. La curva dei rendimenti USA sta diventando da piatta a negativa per le scadenze brevi, ma la tendenza punta a una curva invertita, che indica una recessione degli USA.

La nostra previsione di un USD più debole nel 2019 sarà sostenuta da rendimenti più bassi nel lungo termine.