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Research Market strategy
by Swissquote Analysts
Daily Market Brief

Migliori richieste di GBP sulla scia dell’ottimismo per la Brexit

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Franco svizzero in calo con l’avversione al rischio

By Arnaud Masset

Dopo aver toccato il minimo da 13 mesi venerdì scorso, ieri l’EUR/CHF è salito dell’1% e stamattina continua ad apprezzarsi gradualmente sull’onda del miglioramento della propensione al rischio. L’avversione al rischio è diminuita considerevolmente sulla scia degli sviluppi positivi nel Regno Unito. Le apprensioni per la Brexit si sono allentate dopo che Michel Barnier, capo negoziatore dell’Unione Europea, ha detto che è realistico attendersi un accordo sulla Brexit entro le prossime sei/otto settimane. La sterlina è così salita a 1,30 contro il biglietto verde, mentre la coppia GBP/CHF ha guadagnato l’1,80%, portandosi a 1,2740.

Ciò nonostante, la guerra commerciale in corso fra USA e Cina farà stare sulle spine gli investitori; Donald Trump ha avvertito di essere pronto a introdurre dazi su esportazioni cinesi verso gli USA, valutate intorno a $267 miliardi. Per il momento i partecipanti al mercato non sembrano troppo preoccupati, gli asset rischiosi si sono infatti ripresi nella mattinata di scambi europea. Le valute dei mercati emergenti hanno trovato richieste migliori; yen giapponese, franco svizzero e dollaro USA sono scivolati, intanto l’euro e le valute legate alle materie prime di alta qualità hanno esteso i guadagni.

Vista la forte incertezza sull’esito della guerra commerciale fra USA e Cina, si rende ancora necessaria la prudenza. Probabilmente il rally del rischio durerà poco.

Sterlina in rialzo sull’ottimismo per la Brexit

By Vincent Mivelaz

La Brexit continua ad attirare l’attenzione: unione doganale e confine irlandese rimangono le questioni irrisolte. Il rialzo della sterlina è da attribuire alle voci, che fanno aumentare la volatilità della valuta. Per ora il trend è positivo, la sterlina sta rimbalzando dai minimi di agosto e l’UE ha segnalato un accordo imminente, una svolta rispetto ai negoziati di luglio. Anche se la lettura è che l’UE sta diventando più conciliante, non noi intravediamo vere rivelazioni. La tabella di marcia è invariata, la scadenza per l’accordo rimane il 18 ottobre 2018; entro questa data l’UE dovrà ratificarlo, prima dell’entrata in vigore ufficiale della Brexit, il 29 marzo 2019.

Dubitiamo ancora che l’attuale ripresa della GBP sia sostenibile, visto che entrambe le parti si impunteranno su dettagli importanti. Crediamo inoltre che la riunione della Banca d’Inghilterra di giovedì sarà un non-evento. La banca centrale ha già aumentato il suo tasso di riferimento allo 0,75% sei settimane fa. Da allora non è cambiato granché. La coppia GBP/USD scambia a 1,3065, con un rimbalzo dal minimo di metà agosto, e nel breve termine si dirige verso 1,31.